12-09-2013

Emozione e grande curiosità tra i gentlemen drivers del Ferrari Club Italia per la presentazione a porte chiuse della 458 Speciale, ultimo gioiello nato in casa Ferrari. Abbiamo raccolto le impressioni a caldo di due di loro, i piloti Gianfranco Cosimo Genovese e Claudio Ramacci.

GIANFRANCO COSIMO GENOVESE 
“La prima impressione è stata di potenza, di forza – afferma Genovese –, emergono le varie appendici sulle fiancate laterali, il cofano posteriore che simula un alettone, l’auto nasce da studi aerodinamici complessi”. 
Quanto futuro c’è in questa vettura?
“Molto, sia dal punto di vista della soddisfazione provata da chi avrà la fortuna di guidarla, di portarla in pista, ambiente naturale di questa vettura, sia sotto l’aspetto tecnologico. Dopo la descrizione delle caratteristiche, che abbiamo avuto la fortuna di sentire in prima persona, c’è grande desiderio di mettersi al volante. Ritengo che la 458 Speciale avrà un grande futuro, un successo addirittura superiore a quello della Ferrari Scuderia, che ha avuto una storia ottima, con grande soddisfazione di chi l’ha posseduta, io tra questi. Nella nuova nata convergono tutti gli studi più innovativi, per così dire ‘trasferiti’ dal mondo della Formula 1”. 
A breve riuscirà a provarla in pista?
“Spero che la Ferrari o il concessionario ci diano quanto prima questa opportunità. La voglia è tanta”. 

CLAUDIO RAMACCI
“E’ stata un’emozione fortissima, devo dire che è speciale sia di nome che di fatto – dichiara Claudio Ramacci –. E’ una vettura che incute senza ombra di dubbio quel timore che noi fedeli ferraristi abbiamo sempre ricercato nelle auto del marchio. Sportività e leggera dose di ‘cattiveria’. 
Quali le caratteristiche tecniche veramente innovative?
“Il nuovo sistema dell’assetto elettronico, che da quello che ho capito dovrebbe essere un perfezionamento di tutti i sistemi che consentono alla vettura elevate velocità in curva. Spero di provarla quanto prima. Penso che sia una vettura destinata alla pista, cosa molto importante per noi trofeisti”. 
Quanto futuro hai trovato nella 458 speciale?
“Tanto futuro. Ricordo che quando uscì la Enzo, intorno al 2000, gli ingegneri della Ferrari ci parlarono del futuro dell’aerodinamica, degli obiettivi da raggiungere. All'epoca c’erano gli alettoni fissi, mentre oggi ritrovo le dichiarazioni di allora assolutamente realizzate”.

Ivan Gabrielli



Museo Enzo Ferrari

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