ROSSE DA RACCONTARE
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03-01-2014

E’ una delle Ferrari più riuscite di tutti i tempi, un capolavoro dell’atelier Pininfarina, autore anche in questo caso di un disegno incantevole. Muso lungo e tratti flessuosi caratterizzano i suoi nitidi volumi. La linea è influenzata dalla posizione avanzata del motore, che garantisce maggior spazio agli occupanti. La 250 GTL ha il fascino della grande pulizia formale ed è un mirabile esempio di classe stilistica. Porta una ventata di novità nel lessico espressivo delle creature di Maranello. L’estesa finestratura del padiglione elargisce copiose dosi di luce al raffinato abitacolo. In coda spicca un timido accenno di spoiler, che dona slancio all'insieme. Il prototipo di preserie è dotato di quattro gruppi ottici posteriori, in luogo dei due definitivi. Abbina allaperfezione confort e sportività, toccando le più alte vette nell’interpretazione di questo difficile compromesso. Il nome di presentazione è 250 GT Berlinetta, ma sarà presto ribattezzata Lusso. La sua costruzione viene affidata a Scaglietti, che la plasma con straordinaria maestria. Sfoggia una fastosa meccanica che profuma intensamente di corse. Il motore anteriore di 3 litri a 12 cilindri, deriva dall’idea di Gioacchino Colombo. Simile a quello della Swb, è alimentato da tre carburatori doppio corpo invertiti. Eroga la potenza di 250 cavalli a 7500 giri al minuto. La carrozzeria in acciaio, con portiere e cofani in alluminio, grava su un classico telaio tubolare (simile a quello della Gto), che esibisce un passo di 2.40 m. Quattro potenti dischi della Dunlop moderano la foga dell'auto, lanciata verso i più alti vertici prestazionali. Prodotta in 350 esemplari, appartiene alla grande famiglia delle 250, che ha scritto alcune delle più belle pagine dell’enciclopedia storica di casa Ferrari. Una produzione assortita, ricca di modelli entrati nel cuore degli appassionati. La lettera “L” sta per lusso, ma il suo carattere è indubbiamente forte. Ha una doppia anima ed è una proiezione in chiave confortevole della precedente Berlinetta a passo corto. Della Swb conserva la misura dell’interasse, nonostante il nuovo telaio. Alla linea di quest’ultima si richiama il frontale, accurato ma ricco di appeal sportivo. E’ una regina di bellezza e può sfilare con nonchalance alla Croisette. La vettura si dimostra generosa nel regalare emozioni e piacevolezza di guida ai fortunati proprietari, deliziati da un eccellente handling. Anche il rapporto peso-potenza appare favorevole, contribuendo alla sua natura graffiante. Viene presentata al Salone dell’Auto di Parigi del 1962, in una cornice espositiva ricca di charme. E’ un modello di grande pregio che, a dispetto dell’indole turistica, si trova a suo agio nei percorsi agonistici. Non sono rari i casi di piloti che raggiungono il campo di gara con la GTL, dopo aver percorso lunghi tratti di trasferimento, coccolati dal lusso del raffinato abitacolo. La “scultura meccanica” di Maranello arriva tredicesima alla Targa Florio del 1964, con Taormina e Tacci al volante. Guidata da Charly Müller, in coppia con Heini Walter, consegue un dignitoso risultato al Tour de France dello stesso anno.
Rosario Scelsi



Museo Enzo Ferrari

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